«Bella vita triste
Lontano piano sotterraneo
La mia testa si appoggia al Polo
E l’erba mi sommerge
Gange segreto della notte dove mi conduci?
Vedo caprioli di fumo nero
Nell’argento correre e correre
E io non sono vivo e non sono morto
Né l’amore né la gloria
Neppure un sogno esisteva
Di fianco dormo e dormo
E sento le macchine della terra che viaggia.»
Odysseas Elytīs
(Candia, 2 novembre 1911 – Atene, 18 marzo 1996)